Guida pratica per estetiste e centri benessere: come abbinare protezione solare e fototipo, quali errori evitano i reclami dei clienti e come costruire un protocollo di cabina che funziona davvero.

Perché la scelta del solare non è mai “uno vale l’altro”
Nel lavoro quotidiano in cabina la domanda del cliente è quasi sempre la stessa: “Quale mi consiglia?”. La risposta corretta non dipende dal prodotto più venduto, ma da tre variabili: il fototipo della persona, il grado di abitudine all’esposizione e la zona del corpo da trattare.
Sbagliare questa valutazione è il motivo numero uno degli eritemi nei primi giorni di esposizione e, di conseguenza, del cliente che torna insoddisfatto. Vediamo come impostare il ragionamento in modo sistematico.
I fototipi in breve
La classificazione di Fitzpatrick divide la popolazione in sei fototipi in base alla reazione al sole. Nella pratica del centro estetico, quelli che incontrerai più spesso sono i primi quattro:
- Fototipo I-II – Pelle molto chiara, spesso con lentiggini, capelli biondi o rossi. Si scotta quasi sempre, si abbronza poco o per nulla. Richiede protezione alta e tempi di esposizione molto graduali.
- Fototipo III – Pelle chiara che si scotta all’inizio ma poi sviluppa una discreta abbronzatura. È il caso più comune in Italia.
- Fototipo IV – Pelle olivastra, si scotta raramente, si abbronza con facilità. Tollera protezioni più basse, ma non zero.
- Fototipo V-VI – Pelle scura o molto scura. Protezione comunque necessaria contro il fotoinvecchiamento e le discromie.
Costruire la sequenza: dalla prima esposizione al mantenimento
Il concetto chiave da trasmettere al cliente è che la protezione si scala nel tempo. Non si parte con un prodotto e lo si usa per tutta l’estate.
Fase 1 – Prime esposizioni (pelle non abituata)
Per le pelli molto chiare e delicate serve una crema ad alta protezione. Nella linea Dermalux Pro questa fase è coperta dalla Crema Solare Alta Protezione, formulata con filtri UVA e UVB ed estratto naturale di Aloe: protegge l’epidermide da eritemi e scottature permettendo comunque lo sviluppo di un’abbronzatura progressiva.
Per le pelli normali non ancora abituate al sole, la media protezione è il compromesso corretto: stessa struttura di filtri, schermatura calibrata su chi non parte da zero assoluto.
Fase 2 – Pelle già abituata
Dopo alcuni giorni di esposizione graduale si può passare alla bassa protezione, che continua a schermare dai raggi nocivi lasciando però sviluppare un colore più intenso.
Fase 3 – Intensificazione (solo su pelle già abbronzata)
Qui entrano i prodotti stimolanti. Il Latte Solare Attivatore a base di Mallo di Noce ed estratto di Carota evita l’arrossamento e favorisce un’abbronzatura intensa e uniforme: contiene un fattore di protezione UVA/UVB molto basso ed è indicato esclusivamente per pelli già abituate all’esposizione o alle lampade.
Il Gel Solare Abbronzante, sempre con Mallo di Noce e Aloe Barbadensis, ha una formula leggera che non unge e si assorbe rapidamente; non contiene fattore di protezione UV, quindi va proposto con la massima chiarezza al cliente e mai come primo prodotto della stagione.
Le zone che richiedono un trattamento a parte
Un errore frequente è applicare lo stesso prodotto su tutto il corpo. Alcune aree hanno bisogno di una schermatura molto più aggressiva:
- Nevi e nei – vanno schermati indipendentemente dal fototipo
- Naso e zigomi – sporgenti, ricevono radiazione diretta per più ore
- Tatuaggi – l’esposizione degrada i pigmenti e altera il disegno nel tempo
- Cicatrici recenti – rischio concreto di iperpigmentazione permanente
Per queste zone la Crema Solare Altissima Protezione è formulata appositamente: protegge da UV-A e UV-B sia al sole sia sotto lampada, e rimane volutamente visibile (bianca) in superficie. Questa caratteristica non è un difetto estetico ma un vantaggio operativo: permette a te e al cliente di verificare a colpo d’occhio che la zona sia effettivamente coperta e di individuare subito i punti da ripassare.
Il dopo-sole non è un accessorio
Il passaggio più trascurato è quello successivo all’esposizione. Una pelle disidratata trattiene meno a lungo l’abbronzatura e si desquama prima, vanificando il lavoro fatto.
Una Crema Doposole con azione idrorestitutiva, ammorbidente, lenitiva e rinfrescante applicata subito dopo l’esposizione calma la cute e restituisce comfort immediato, senza lasciare residui grassi o appiccicosi. Inserirla nel protocollo di vendita al banco è uno dei modi più semplici per aumentare il valore dello scontrino migliorando davvero il risultato per il cliente.
Schema riassuntivo per la cabina
| Situazione | Prodotto indicato |
|---|---|
| Pelle molto chiara e delicata | Crema Solare Alta Protezione |
| Pelle normale, prima esposizione | Crema Solare Media Protezione |
| Pelle già abituata al sole | Crema Solare Bassa Protezione |
| Nevi, naso, tatuaggi, cicatrici | Crema Solare Altissima Protezione |
| Intensificare su pelle già abbronzata | Latte Solare Attivatore |
| Abbronzatura intensa, texture leggera | Gel Solare Abbronzante (senza UV) |
| Dopo ogni esposizione | Crema Doposole Lenitiva |
Tre errori che generano reclami
- Proporre un attivatore a chi non è ancora abbronzato. È la causa più comune di eritema nei primi giorni.
- Non distinguere le zone delicate. Il cliente applica la stessa crema ovunque e si ritrova con il naso ustionato.
- Considerare il doposole facoltativo. Senza reidratazione l’abbronzatura dura meno e la pelle si desquama.
Sei un’estetista o gestisci un centro benessere? Registrandoti con la tua Partita IVA accedi ai prezzi riservati ai professionisti su tutta la linea solari Dermalux Pro. Scopri come registrarti →